La tanto (in)attesa classifica del 2011.
Puntuale. Immancabile. Come il cenone o il pranzone. Il giorno di Natale oltre che farmi la tipica abbuffata (anche se in tutta onestà a sto giro non mi sono ridotto come negli anni precedenti) è il giorno della classifica di fine anno. Si tirano un pò le somme di quello che è stato il mio anno dal punto di vista degli ascolti.
Alcune scelte si sono rivelate un pò scontate, altre invece un pò meno.
E’ stato un buon anno da questo punto di vista anche se un pò anomalo, molti dischi che aspettavo con impazienza si sono rivelati deboli se non proprio brutti e altri mi hanno sorpreso e non poco.
Come sempre il tutto è fatto senza seguire alcun criterio obiettivo ma solo ed esclusivamente seguendo un pò il cuore e un pò il mio gusto personale.
Piccola precisazione, i dischi che non ho messo o non li ho ascoltati o non mi sono piaciuti abbastanza.
Si parte, questi sono i dischi che non sono finiti nella Top 20 del 2011 ma che meritano di essere comunque citati e ascoltati.
The War on Drugs - Slave Ambient
Smith Westerns - Dye It Blonde
Youth Lagoon - The Year of Hibernation
Girls - Father, Son, Holy Ghost
Anna Calvi - Anna Calvi
Esben and the Witch - Violet Cries
Kurt Vile - Smoke Ring for My Halo
Toro Y Moi - Underneath the Pine
James Blake - James Blake
M83 - Hurry Up, We’re Dreaming
Chapel Club - Palace
S.C.U.M - Again into Eyes
Neon Indian - Era Extraña
The Pains Of Being Pure At Heart - Belong
Zola Jesus - Conatus
The Black Keys - El Camino
Dum Dum Girls - Only in Dreams
Stephen Malkmus and the Jicks - Mirror Traffic
Wilco - The Whole Love
Cold Cave - Cherish The Light Years
The Decemberists – The king is dead
Feist – Metals
Tv On The Radio - Nine types of light
Beirut - The rip tide
Digitalism - I love you, dude
I Break Horses - Hearts
Larsen - Cool Cruel Mouth
The Rosebuds - Loud Planes Fly Low
Tycho - Dive
Ci siamo, questi sono i miei 20 dischi dell’anno duemilaeundici.
20) Thurston Moore - Demolished Thoughts
19) Low - C’mon
18) Black Lips - Arabia Mountain
17) Ringo Deathstarr - Colour Trip
16) Noel Gallagher’s High Flying Birds - Noel Gallagher’s High Flying Birds
15) The Antlers - Burst Apart
14) Wild Beasts - Smother
13) CANT - Dreams Come True
12) Bon Iver - Bon Iver, Bon Iver
11) EMA - Past Life Martyred Saints

10) Mogwai - Hardcore Will Never Die But You Will
Una piacevole sorpresa. Dopo il deludente The Hawk Is Howling
pensavo che tutto quello che avevano da dire l’avevano già detto, e invece no.
Al settimo disco i Mogwai sono ancora capaci di emozionarmi e di tirare fuori dei gran pezzi. Sono anche riuscito a vederli finalmente dal vivo e questa è stata la ciliegina sulla torta.
Pezzi consigliati: White Noise, Rano Pano, San Pedro, You’re Lionel Ritchie.

9) Radiohead - The King Of Limbs
E vabè, piccolo tasto dolente. Ma neanche tanto. Quando ho saputo che usciva The King Of Limbs ero in coda in segreteria all’università, che già di per sè è una merda, e mi arriva un sms della sempre preziosa D. che mi dice che lo hanno fatto di nuovo! Il disco era pronto e dopo qualche giorno usciva in digital download. Sale fortissimo la fotta e aspetto impaziente. Il giorno che lo scarico e lo ascolto mi piace subito, si capisce che è un disco diciamo “strano” ma i pezzi ci sono e questo è l’importante. 8 pezzi sono un pò pochini, e quelli che hanno fatto uscire dopo potevano anche starci sul disco e forse saremmo quì a parlare di tutta un’ altra storia. Ma vabè. Ora, il punto è che è il loro disco che ho ascoltato di meno (al contrario ad esempio di In Rainbows che non facevo altro che ascoltarlo a palla mattina e sera mattina e sera mattina e sera) quindi conseguentemente è quello a cui mi sono affezionato di meno, tutto quì. Non capisco la gente che dice che è una merda, siamo d’accordo che non è il loro miglior disco ma non è questa la merda.
Pezzi consigliati: Bloom, Lotus Flower, Separator.

8) Tennis - Cape Dory
Marito e moglie partono in barca a vela per farsi un bel giro lungo tutta la East Coast. E scrivono un disco. Per un sentimentalone come me tutto questo è da ammirare, e il risultato è un mega revivalone dei favolosi anni 60. Surf pop in pietra, coretti e melodie appiccicose, chitarrine vintage e riverberi malinconici.
L’amore in un disco per l’estate, il romanticismo sbarazzino che conquista.
Confesso anche che è stato il disco più suonato dall’ipod mentre lavavo i piatti durante la bella stagione, che è una pratica di fondamentale importanza quando si tratta di overthinking and get anxious about my entire life. (cit.)
Pezzi consigliati: Take Me Somewhere, Long Boat Pass, Seafarer, Baltimore, Waterbirds.

7) The Horrors - Skying
Una grande conferma. Dopo un album totale come Primary Colours ascoltare Skying è stato rendersi conto che gli Horrors fanno sul serio. Meno distorto e rumoroso del precedente ma più emotivo, sognante e psichedelico, “facciamo un pò come cazzo ci pare” e va benissimo così.
Pezzi consigliati: Still Life, Moving Further Away, Oceans Burning.

6) Destroyer - Kaputt
Il mio disco “tascio” (tamarro) del 2011. Qualche annetto fa quando ero più giovine e più integralista avrei bollato questo disco come merda senza battere ciglio, adesso invece dico respect e giù il cappello. Dan Bejar mi piglia per mano e mi dice “vieni con me, c’andiamo a fare un giro in quegli anni ‘80 di quando sei nato tu, però non quelli cool di New Order e Talking Heads ma quelli gargi dove la gente se la balla di gusto coi boa e ci sono assoli di sax che pare di stare in un pornazzo di serie F”.
Oh io lo immagino così, magari sbaglio. Disco elegante, raffinato e a volte delicato che comunque quando vuole sa bisbigliarti nell’orecchio che stasera si tromba.
Pezzi consigliati: Chinatown, Blue Eyes, Savage Night At The Opera, Kaputt.

5) St. Vincent - Strange Mercy
Brava, brava, ma soprattutto brava. Annie Clark non ne sbaglia una, nonostante il mio primissimo approccio con la sua musica non fu tutto rose e fiori oggi come oggi sono rinsavito e ci vedo del genio in questa ragazza. Questo disco segue abbastanza fedelmente le orme del precedente Actor, e quindi vai col pop barocco in compagnia di violini, arpe, piani e cazzi vari e in mezzo ci infili le schitarrate fuzzate post-punk tutto con il massimo della naturalezza. E’ sicuramente il cosiddetto album della maturità. Continua così, Annie.
Pezzi consigliati: Cruel, Cheerleader, Surgeon, Dilettante.

4) Yuck - Yuck
Viva viva gli anni ‘90. Nello scontro con gli amici Pains Of Being Pure At Heart il giovanissimo quartetto inglese gli fa il culo a tarallo, in my opinion.
Anni ‘90 dicevamo, e quindi CHITARRE! Un noise-pop non molto pretenzioso ma che non lascia indifferente bagnato da quella vena lo-fi che oggi come oggi se vuoi essere fico ce la devi mettere. Canzoni fresche e leggere, che sanno essere rumorose e incazzate. Come primo disco non c’è male davvero. Nota di stima e affetto per il batterista Jonny e i suoi meravigliosi capelli.
Pezzi consigliati: Get Away, The Wall, Georgia, Sunday, Rubber.

3) Washed Out - Within And Without
Che ci fosse puzza di capolavoro l’avevo intuito già dalla copertina (cazzo quanto mi piace). Poco da dire, se non discone, non c’è un pezzo brutto. Se poi te lo ascolti nelle giornate assolate (che quì in pratica è da marzo fino a ottobre) è il disco perfetto; atmosfere dream pop, arie subtropicali e un electro-pop da andare in spiaggia a limonare duro. Incantevole.
Pezzi consigliati: Amor Fati, Soft, Before, Within And Without.

2) Real Estate - Days
Fenomeni. Ogni pezzo è un piccolo capolavoro di melodie, suoni, colori e immagini. Scrivere un disco così non dev’essere facile per niente, e pure loro lo fanno sembrare semplicissimo. Mi fermo quì, ascoltare e riascoltare e basta.
Pezzi consigliati: Green Aisles, It’s Real, Municipality, Younger Than Yesterday, All The Same.

1) Atlas Sound - Parallax
Lo so lo so, scelta scontata. Ma io che ci posso fare? Qualunque cosa fa Bradford a me piace, senza girarci troppo intorno, tantissimo. E’ fanatismo, me ne rendo conto. Però è un bel fanatismo dai. Per il terzo anno consecutivo Bradford Cox, sia in versione Atlas Sound sia con gli amichetti Deerhunter, si prende la testa della mia classifica di fine anno. Parallax è un disco acquatico. Da ascoltare di notte immerso nell’acqua, magari alta. Accantonati momentaneamente i deliri lisergici questo è il suo disco diciamo più “pop”, introspettivo e sofferto. Scritto e suonato da un alieno in piena sbornia da atmosfere claustrofobiche sci-fi dove la speranza non è contemplata neanche per il cazzo.
Già la copertina dice tutto: una metà illuminata ma lo sguardo pare triste, spento e completamente vuoto e l’altra metà oscurata del tutto. Di una bellezza annichilente.
Pezzi consigliati: The Shakes, Te Amo, Modern Acquatic Nightsongs, Mona Lisa, Angel Is Broken.
SPECIALE TRICOLORE.
I dischi italiani che mi sono piaciuti di più.
1) I Cani - Il Sorprendente Album D’esordio Dei Cani
2) Gazebo Penguins - Legna
3) Verdena - Wow
4) Be Forest - Cold
5) A Classic Education - Call It Blazing
6) Aucan - Black Rainbow
7) News For Lulu - They Know
8) Banjo Or Freakout - Banjo Or Freakout
9) (M+A) - Things.Yes
10) Casa Del Mirto - 1979/The Nature
mi sono piaciuti anche: Distanti, Smart Cops, Soviet Soviet.