Oggi, proprio oggi, Loveless compie 20 anni. Pochi dischi hanno avuto nella mia vita l’importanza che ha Loveless, quasi a rappresentare un grosso caposaldo insieme a pochi altri.
La storia di Loveless è arcinota, le leggende si sprecano, dalla quasi bancarotta della Creation Records, ai numerosissimi ingegneri e tecnici di studio fatti fuori da Kevin Shields («tutto quello che fecero fu preparare il tè» cit.), al fatto che il disco parlasse dell’amore tormentato fra lo stesso Shields e Bilinda Butcher.
Il risultato però si sente benissimo, un disco pazzesco un vero e proprio masterpiece dei meravigliosi (anche se non li ho vissuti in pieno) anni ‘90.
Ricordo la prima volta che l’ho ascoltato, non potevo crederci, non potevo credere al fatto che qualcuno avesse mischiato il rumore, il rumore vero caldo avvolgente e violentissimo delle chitarre suonate a un volume incredibile alla melodia dolce e romantica delle voci, come se a cantare fossero in realtà degli angeli incantati.
La melodia pop stuprata dalle distorsioni. Non ci potevo credere.
Mi fece un effetto bellissimo, come nuotare in un oceano sconfinato o volare in un cielo rosa shocking pieno di nuvole e arcobaleni.
Devo dire che dopo Loveless ho sviluppato una vera passione per lo shoegaze e quindi ho ascoltato nel corso degli anni una grande quantità di dischi shoegaze/dream pop/noise ecc ecc, ma veramente pochi altri hanno raggiunto, per me, la perfezione di questo album dei My Bloody Valentine.
Come se in fondo percepissi che in quest’ album ci fosse un grosso pezzo di me, un pezzo che è posto esattamente nella cavità toracica.
Pop, psichedelia, punk, garage, noise, tutti insieme appassionatamente.
Andare all’inferno e sentire la celestialità delle voci, salire in cielo e polverizzarsi a colpi di fuzz e Fender Jaguar.
Ta-ta-ta-ta ROOOOOOARRRR. Inizia Only Shallow, è l’apocalisse. Ancora oggi penso che questo pezzo sia la migliore opener per un disco mai concepita; voci fluttuanti, chitarre che si rincorrono e una melodia meravigliosa. Un vero e proprio sogno ad occhi aperti e orecchie che sanguinano.
Arriva subito Loomer, l’apocalisse si quieta ma c’è comunque un terremoto in corso. Bilinda parla di insoddisfatte ragazze con vestiti da festa e di ragazzi belli come i raggi del sole. Il sogno continua e i feedback impazzano.
Touched è un lamento con sotto una base d’archi, dura 58 secondi e secondo il Lyrics Plugin del mio Winamp in realtà a cantare è Chewaka strafatto di steroidi (true story). E l’unico pezzo non composto nè dal solo Shields nè dal duo Shields/Butcher bensì dal batterista Colm O’ Ciosoig.
Terminata questa piccola e inquietantissima pausa in cui si prova a riprendere fiato ecco che subito si viene sparati a una velocità impressionante in un paradiso fatto di noise, è il momento di To Here Knows When. Bilinda quì sfoggia il meglio dal suo canto angelico e anche un pò malizioso, questa canzone è un capolavoro assoluto.
La batteria tenuta lontanissima e una coda di distorsioni sbilenche alla fine del pezzo, quasi un intro a un altro pezzo memorabile: When You Sleep.
Il pezzo è cantanto a due voci contemporanee sovraincise e stratificate, sono Kevin e Bilinda insieme. Shields ha rivelato di essere giunto a questa conclusione perchè era frustratissimo da tutti i tentativi precedenti di raggiungere una esecuzione decente delle voci, così ha preso tutte e 12-13 tracce di voce e ce le ha infilate tutte quante nel mix finale. Anche quì la dimensione onirica domina le scene, il testo è un continuo susseguirsi di immagini, di piccole scene, di piccole istantanee come un sorriso, o l’agitare dei capelli biondi, e una profonda insicurezza di fondo nella persona che ci sta davanti.
In I Only Said, in mezzo al macello delle chitarre distorte si scorge addirittura un flauto che ha lo scopo di coprire un certo spettro di frequenze alte, anche quì come in quasi tutti gli altri pezzi la voce è letteralmente sovrastata dalle chitarre e infatti è quasi impossibile riuscire a capire ascoltando il disco di cosa parla la Butcher. E anche in questo testo c’è molta malizia.
Come In Alone è un pezzo potentissimo, rullate e chitarre ruggenti con una voce un pò più alta. Quì l’amore inizia a vacillare fortemente, le speranze lasciano spazio ai dubbi, come se qualcosa di bello e importante si fosse spezzato.
E’ il momento della ballata del disco, quella Sometimes che per me è un’autentica pugnalata dritta e feroce nel cuore. I protagonisti della canzone sono separati e sono lontani, c’è nostalgia, c’è voglia di ricordare sensazioni ed emozioni passate, ormai perdute e c’è un cuore che batte fortissimo. Trovare un modo per farsi male e per fare male all’amore.
C’è un grande pathos derivato dall’intreccio fra chitarra acustica ed elettrica e dal canto disincantato di Kevin Shields.
Blown A Wish è un pezzo allegro, con dei cori e dei vocalizzi bellissimi. E’ una splendida canzone d’amore in cui si parla di baci e di quanto sia bello perdersi totalmente in un’altra persona. (Fall apart my bleeding heart. Nothing left to do.
Once in love. I’ll be the death of you).
Il ritmo accelera con What You Want, e mi ricorda un pò certi pomeriggi primaverili con il sole che tramonta e la sensazione di benessere nel condividere un momento semplice ma allo stesso tempo unico con la persona amata. Il pezzo finisce con un campionatore che suona un motivetto per più di un minuto intero e che lascia spazio all’ultimo pezzo del disco.
Soon si regge su una batteria campionata, un gran giro di basso e, tanto per cambiare, sull’accoppiata chitarra ultradistorta/voce sussurata.
Il sogno sta per finire e Bilinda lo dice forte e chiaro: non avere paura, voglio amarti, torna indietro, non avere paura di me.
Questo disco è stato, ai suoi tempi, rivoluzionario. E un pò ha rivoluzionato anche me, i miei ascolti, i miei pensieri, i miei sentimenti. Lo ascolto quando ho voglia di qualcosa che mi riscaldi il cuore e che mi faccia annegare in quell’oceano sconfinato di cui parlavo prima che sono i miei pensieri e i miei ricordi.
Può anche salvare una persona. Da cosa? Da una vita senza amore.
Buon compleanno Loveless.
Only Shallow
To Here Knows When
Sometimes
Soon